Relazioni responsabili con le comunità

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Coinvolgere gli stakeholder, condividere gli obiettivi e valutare gli impatti

Il rafforzamento della leadership del Gruppo passa necessariamente attraverso la relazione responsabile con le comunità locali e i territori che ospitano centrali e altre attività, l’autorevolezza nelle relazioni con i governi e con le autorità dei Paesi in cui Enel opera e, infine, la relazione stabile, continua e integrata con i diversi stakeholder, fondata sulla fiducia e sul rispetto di valori condivisi.

La natura intrinseca del business elettrico, dove gli impianti di generazione e le reti di distribuzione sono costruiti per durare diversi decenni e dove il servizio fornito è fattore essenziale di sviluppo sociale ed economico, implica la costruzione di un rapporto di lungo periodo con le comunità in cui si opera. Creare valore condiviso vuol dire promuovere un dialogo costante e costruttivo per conoscere i bisogni e le priorità di chi è presente sul territorio e coniugarle con le esigenze del business.

Enel nel 2015 ha adottato ed esteso il modello di creazione del valore condiviso (CSV – Creating Shared Value), in uso in Enel Green Power sin dal 2013. L’integrazione del modello CSV è stata avviata partendo dalla Generazione Convenzionale e in particolare dal Business Development, prima fase della catena del valore, per proseguire poi nelle fasi successive di realizzazione e gestione degli asset. È stato realizzato un programma (CSV IN Program) fortemente partecipativo che ha coinvolto e responsabilizzato attraverso un percorso congiunto di ‘learning by doing’ di otto settimane i team della Sostenibilità e del Business Development di 11 Paesi. Dai processi esistenti, il programma ha portato all’applicazione degli strumenti di CSV su 37 progetti di business definendo un modello integrato e modulabile in cui la Sostenibilità interagisce con il Business traducendosi in vantaggio competitivo.

Attraverso 14 strumenti di analisi del contesto, mappatura degli stakeholder e definizione di matrici delle priorità e di piani di azione, lo sviluppo di un progetto di business viene accompagnato dai primi approcci esplorativi fino alla sua definizione finale. Tali analisi, e in particolare la matrice delle priorità del sito, permettono di identificare azioni a breve, medio e lungo termine che combinano la prospettiva aziendale con le esigenze delle comunità locali in maniera oggettiva e misurabile. Il tutto garantendo un’attenzione particolare all’identificazione e tutela delle comunità ancestrali interessate dai progetti, nel rispetto non solo della Convenzione 169 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro e delle normative locali, ma soprattutto delle rispettive tradizioni e culture, dal Messico al Sudafrica.

Integrare il modello di CSV con il business vuol dire agire in maniera proattiva e permettere di adottare già in fase di progettazione soluzioni tecniche che siano il risultato di valutazioni non solo ambientali, ingegneristiche ed economiche ma anche sociali, per contenere possibili impatti promuovendo ricadute positive sull’economia locale. È questo l’approccio che sta guidando lo sviluppo di nuovi progetti, soprattutto in Cile e in Perù.

L’impianto termoelettrico di Malacas in Perù è il primo esempio di potenziamento di un impianto sviluppato interamente secondo il modello di CSV. In fase di Business Development la conoscenza del territorio e delle sue necessità, in particolare la povertà della popolazione che tende ad abbandonare la zona per mancanza di possibilità occupazionali, ha portato all’identificazione di un piano di azioni integrato che promuove il miglioramento delle condizioni ambientali, l’educazione scolastica, la cultura della prevenzione in tema di salute, e il sostegno all’imprenditoria locale attraverso il turismo. Tale piano è stato approvato come parte integrante del progetto di business.

Il modello CSV è stato applicato anche a progetti di “merger and acquisition” (M&A), dove ha contribuito alla valutazione complessiva delle opportunità di business grazie all’identificazione, in fase di due diligence, di stakeholder critici e di fattori di tensione sociale. Per rendere il modello più flessibile e adattabile ai differenti contesti geografici potenziando il catalogo di possibili azioni di CSV, è stata lanciata una competizione interna – la CSV IN World Cup – tra le persone di diversi Paesi, che si sono confrontate su idee o progetti esistenti in una logica di creazione del valore condiviso. Tra le proposte premiate, la possibilità di utilizzare bottiglie riciclate per farne mattoni (ecobrick) trasferendo competenze alle comunità delle aree più povere e bisognose, o iniziative di volontariato aziendale per combattere la povertà energetica.

Nel 2015 è stata lanciata la CSV Business Challenge, che ha coinvolto 9 Paesi nella sfida di applicare il modello CSV a business esistenti o in fase di sviluppo e che si è conclusa con la presentazione di sei progetti di Generazione e tre progetti di Distribuzione, dalla promozione dello sviluppo locale alla lotta alla povertà energetica. Tra i progetti presentati, per completezza e innovazione dell’approccio si sono distinti quelli del Brasile e dell’Italia. Attraverso analisi preventive del contesto e l’ascolto attivo degli stakeholder, entrambi i gruppi di lavoro hanno potuto individuare i principali bisogni da soddisfare nelle aree interessate dal business e pianificare interventi orientati alla creazione di valore condiviso. In Brasile, la valutazione di un progetto, successivamente superato, relativo alla costruzione di un impianto idroelettrico da 400 MW nell’area di Rondônia ha permesso di coniugare iniziative infrastrutturali con interventi sull’ambiente e formazione tecnico-imprenditoriale. L’Italia ha invece elaborato interventi legati alla riqualificazione dell’area di Porto Tolle, un impianto in via di dismissione: anche attraverso sistemi di misurazione quantitativa (SROI) degli impatti, sono state definite azioni orientate tra l’altro al recupero e riutilizzo di materiali, al supporto tecnico per adattare il sito a nuovi business e per minimizzare gli impatti negativi derivanti da tale dismissione.

La rilettura del modello di business secondo l’approccio CSV non riguarda solo progetti in via di sviluppo ma anche asset esistenti e in fase di cantierizzazione. In particolare, nel 2015 è stato avviato il processo di adattamento del modello di “Cantiere Sostenibile” già utilizzato da Enel Green Power sia nel caso di cantieri in costruzione sia nel caso di rifacimento di impianti convenzionali, adattando e arricchendo il catalogo di possibili iniziative CSV. Il “Cantiere Sostenibile” promuove l’adozione di comportamenti e interventi che vanno oltre il rispetto degli standard internazionali ambientali richiedendo anche ai fornitori tale eccellenza, e attraverso cartelli ad hoc sviluppa una comunicazione trasparente verso le comunità locali sulle performance del cantiere, sugli obiettivi delle attività di costruzione e ammodernamento, e sugli interventi di creazione del valore condiviso realizzati o in via di realizzazione, a beneficio del territorio, quali per esempio la donazione di materiali e strutture al termine della cantierizzazione (dai generatori ai sistemi di purificazione delle acque). L’adozione di soluzioni innovative in cantiere, sia nei materiali sia nell’ingegneria e nelle infrastrutture wireless, nonché l’orientamento sempre più marcato verso il riutilizzo di materiali e attrezzature, confermano che Enel sta progressivamente migrando da un’economia lineare verso un’economia circolare e più virtuosa, che reimmette risorse nel ciclo produttivo anziché considerarle scarti da smaltire.

IL FUTURO È UN IMPEGNO CONDIVISO: il dialogo con comunità e istituzioni locali, intrapreso da Futur-E per dare nuova vita agli impianti coinvolti dal programma, sta prendendo molte forme.

Gli impianti coinvolti nel progetto Futur-E sono 22 in tutta Italia e hanno contribuito a scrivere pagine importanti della storia italiana, ma il nuovo scenario energetico li ha resi obsoleti o non più competitivi.

Enel è convinta che questi impianti rappresentino un patrimonio industriale che può essere valorizzato in modo nuovo per continuare a contribuire alla crescita e allo sviluppo dei territori dove sorgono. È stato quindi avviato un dialogo aperto con istituzioni, imprese e comunità locali per individuare nuove destinazioni d’uso adeguate a esigenze e peculiarità di ogni singolo contesto particolare, in un’ottica innovativa e sostenibile.

Campomarino Gualdo Cattaneo - Bastardo Bari Maddaloni Augusta Termini Imerese Giugliano Montalto di Castro Piombino Livorno La Spezia Genova Portoscuso Larino Porto Tolle - Polesine Camerini Camerata Picena (in vendita) Carpi (in vendita) Porto Marghera (venduta) Trino - Leri Cavour Rossano Calabro Pietrafitta Alessandria Olio-gas Olio Gas Turbogas Ciclo combinato Carbone

Alessandria: il concorso di idee

Alessandria ha ospitato, a luglio 2015, il primo esempio pilota di bando aperto internazionale per raccogliere e valorizzare proposte degli stakeholder sulla futura destinazione d’uso dell’impianto Enel. Sono stati coinvolti 200 partecipanti da 8 Paesi di Europa, America Latina e Asia. Privati cittadini, gruppi di imprese, studi di architettura e associazioni hanno inviato le proprie proposte che sono state selezionate dalla giuria composta da rappresentanti di Enel, Comune di Alessandria, Politecnico di Milano e Università del Piemonte Orientale. Tre i premi assegnati, come previsto dal bando, ai quali sono state aggiunte due menzioni speciali.

Pietrafitta: laboratorio di idee

Enel Idea Factory è il nome del primo appuntamento del laboratorio di idee svoltosi il 24 novembre 2015. Attorno ai tavoli, a confrontarsi e discutere del futuro dell’area dove sorgono le sezioni 3 e 4 del vecchio impianto turbogas ormai dismesso, si sono incontrati rappresentanti di Confindustria, CNA, Confartigianato, Legambiente, insieme a imprenditori ed esponenti dell’associazionismo locale e ai sindaci di Piegaro e Panicale, Comuni interessati dall’area della centrale. Con loro anche manager di Enel coinvolti direttamente nel progetto. I mattoncini LEGO sono stati lo strumento per aiutare tutti i partecipanti al laboratorio a mettersi in gioco con la massima libertà per arrivare a ipotesi per nuove destinazioni d’uso di tipo industriale, polifunzionale, nel settore della ricerca o turistico-ricreativo; tutte però improntate alla valorizzazione del sito nell’ambito dello specifico contesto locale con particolare attenzione alla Sostenibilità e all’ambiente.

Rossano: la procedura per l’acquisizione e riqualificazione

Enel, in accordo con la filosofia Open Power e nell’ambito del progetto Futur-E, intende avviare nel 2016 un processo volto alla selezione di proposte per l’acquisizione e la riqualificazione della propria Centrale termoelettrica ubicata a Rossano (Cosenza) in località Cutura. Il processo è articolato in varie fasi: manifestazione di interesse, due diligence, sopralluogo, proposta progettuale e offerta vincolante di acquisto del sito.
Tutti i dettagli relativi al progetto, ai premi e alle menzioni assegnate sono riportate nel sito internet dedicato al progetto: www.futur-e.enel.it.