Principali progetti in corso e la gestione del ricollocamento

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Ogni progetto infrastrutturale si confronta con la valutazione da parte delle comunità di riferimento; in alcuni casi, vi sono critiche o non è totalmente condiviso. Talvolta, a fronte di un largo consenso da parte delle comunità e delle istituzioni locali, si riscontrano opposizioni di alcuni movimenti della società civile o di associazioni ambientaliste. Il coinvolgimento delle parti interessate nei processi di pianificazione e nello sviluppo dell’infrastruttura è un elemento fondamentale. In alcuni casi la costruzione di nuovi impianti può comportare il ricollocamento di una parte della popolazione residente nelle aree circostanti. La gestione del ricollocamento non può prescindere dal coinvolgimento delle popolazioni o delle persone colpite e da un’attenta valutazione delle problematiche psicologiche e sociali prevedibili a livello sia individuale sia di gruppo.

L’approccio alla scelta dei siti potenziali è quello di minimizzare, per quanto possibile, le necessità di ricollocamento della popolazione. Durante la fase di definizione dei siti potenziali per lo sviluppo di progetti energetici vengono condotti specifici studi che includono aspetti di carattere economico, politico, culturale e socio-demografico, tra cui l’analisi della vita quotidiana delle comunità che vivono nella zona di influenza, la distribuzione della popolazione, le forme organizzative, i livelli di occupazione e di retribuzione. Nei casi in cui tale soluzione si renda inevitabile viene garantito il rispetto della legislazione vigente nel Paese interessato, incluse le eventuali normative locali che specificano le condizioni per il ricollocamento e le modalità di calcolo del relativo risarcimento.

La sensibilità di Enel in questa tematica trova riscontro anche nella Politica sui Diritti Umani approvata nel 2013 dal Consiglio di Amministrazione. Si riportano di seguito le caratteristiche dei più significativi progetti in corso, gli impatti positivi e/o negativi (effettivi o ‘temuti’) sul territorio e il modo in cui le società del Gruppo interessate stanno promuovendo un dialogo proattivo per giungere a soluzioni il più possibile condivise.

Il Piano strategico 2016-2019 di Enel si focalizza sempre più su una crescita delle rinnovabili, abbandonando gli investimenti in impianti a carbone e la costruzione di grandi progetti infrastrutturali con elevato impatto ambientale. Tale strategia permette al Gruppo di essere maggiormente flessibile e di minimizzare gli impatti.

Cile – NeltumeCile – Neltume

Neltume è un progetto relativo a una centrale idroelettrica, ad acqua fluente, con una potenza installata di 490 MW, nel Comune di Panguipulli, regione di Los Ríos. La realizzazione del progetto idraulico interessa il cosiddetto “sito ancestrale cerimoniale” delle popolazioni indigene che vivono nell’area e alcune famiglie si sono opposte alla realizzazione del progetto per il suo impatto sulle tradizioni della comunità. Dal 2006 Endesa Chile ha avviato un processo di consultazione con le comunità indigene al fine di incorporare le loro istanze nell’ambito dello sviluppo del progetto.

In particolare dal 2007 ci sono uffici d’informazione nelle località vicine all’area del progetto e dal 2011 sono aperti alcuni punti di contatto con le comunità Casas Abiertas per facilitarne la partecipazione.

In linea con la nuova strategia di Sostenibilità del Gruppo e di relazione con le Comunità, Endesa Chile, consapevole della cultura e delle tradizioni del territorio, ha deciso di studiare nuove alternative di progetto, in particolare per quanto riguarda lo scarico sul lago Neltume, tematica sollevata dalle comunità indigene nelle varie sedi di dialogo. Endesa Chile ha quindi ritirato a fine dicembre 2015 la valutazione di impatto ambientale (VIA) della centrale, già in corso di valutazione dal Servicio de Evaluación Ambiental (SEA) della regione di Los Ríos. La decisione ha riguardato il solo progetto della centrale di Neltume e non il progetto di trasmissione, su cui continua il processo di valutazione da parte di questo organismo.

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Il nuovo disegno del progetto di Neltume richiederà una serie di studi tecnici e ambientali supplementari. Un processo che sarà effettuato creando opportunità di collaborazione e di visioni, il più possibile comuni con le comunità e le autorità locali. Lo scopo di Endesa Chile è quello di realizzare un progetto di sviluppo in modo armonico con il contesto territoriale, sociale e ambientale circostante, in linea con il fabbisogno energetico della regione e del Paese. Questa nuova fase prenderà in considerazione gli accordi già raggiunti con le città: quelli raggiunti negli accordi notarili firmati prima della consegna della VIA e quelli realizzati nel quadro della consultazione indigena.

Cile – centrali idroelettriche dell’Alto Bío Bío (Ralco, Pangue y Palmucho)Cile – centrali idroelettriche dell’Alto Bío Bío (Ralco, Pangue y Palmucho)

Nell’ottava regione del Bío Bío, Enel ha 3 centrali idroelettriche nella zona dell’Alto Bío Bío, un’area con un’elevata presenza della comunità indigena Pehuenche.

Le operazioni di Endesa Chile nella regione dell’Alto Bío Bío hanno generato impatti con 12 comunità, composte da più di 1.500 famiglie, complessivamente circa 7mila persone.

Durante il 2015 si sono mantenuti aperti tavoli di lavoro con otto comunità: Pitril, Callaqui, El Avellano, Aukiñ Wallmapu, Quepuca Ralco, Ralco Lepoy, El Barco, Ayin Mapu. Questi tavoli sono stati formati dai consigli direttivi delle comunità e dal gruppo di dialogo di Endesa Chile. Endesa Chile sta valutando la possibilità di creare gruppi di lavoro con le restanti quattro comunità (che si trovano nel Cajón del Queuco), con riferimento alle sue linee guida d’azione nel campo delle relazioni di Sostenibilità e di comunità.

Tavoli di lavoro

più di 1500 famiglie e 7 mila persone nelle zone interessate

302 mln di pesos cileni destinati a progetti di investimento

Di seguito si riportano alcuni progetti realizzati nel 2015.

Installazione di acqua potabile presso la comunità di Callaqui

In linea con gli impegni per il miglioramento della qualità della vita delle comunità residenti nella zona delle centrali, Endesa Chile ha finanziato parte del progetto di depurazione dell’acqua nella comunità di Callaqui.

Questa iniziativa, che risponde alle esigenze individuate dalle autorità della zona e rappresentanti della comunità, ha richiesto un investimento di 200 milioni di pesos (circa 275mila euro) da parte della società, e ha un impatto diretto su 115 famiglie, circa 575 persone, che usufruiscono dei benefíci dell’acqua potabile.

Ristrutturazione delle strutture per il campeggio nella Laguna El Barco

Questa iniziativa comprende la riparazione dei bagni e delle cabine del camping turistico, al fine di migliorare il servizio che la comunità Pehuenche di El Barco offre ai turisti che visitano la Laguna El Barco, che si trova nella stessa località.

Il progetto riguarda direttamente le 103 famiglie che compongono la comunità e indirettamente circa 4mila turisti che visitano la zona durante l’estate. L’investimento fatto da Endesa Chile è stato di 11,2 milioni di pesos (circa 15mila euro).

Cile – Centrale di BocaminaCile – Centrale di Bocamina

Nel 2008 Endesa Chile, contestualmente alla realizzazione della seconda unità della Centrale termoelettrica di Bocamina (Bocamina II), nel Comune di Coronel, ha avviato il ricollocamento delle famiglie coinvolte nel progetto, in linea con gli accordi stipulati con diverse organizzazioni e impegnandosi a supportare la comunità nel migliorare la propria qualità della vita e dell’ambiente circostante. La centrale ha iniziato a operare nel 2012 e a partire da dicembre 2013 sono stati presentati sette Recursos de protección da parte di oppositori alla centrale (per esempio alcuni pescatori). Tutti i ricorsi sono a oggi conclusi. Nel mese di agosto 2013, la SMA (Superintendencia del Medio Ambiente) ha comunicato a Endesa Chile l’apertura di un procedimento sanzionatorio per presunte infrazioni in materia ambientale, che si è concluso ad agosto 2014 con l’imposizione alla società di penali per un ammontare complessivo di circa 7,6 milioni di dollari statunitensi. Endesa Chile e i pescatori hanno presentato ricorso avverso tale decisione. Il Tribunal Ambiental di Valdivia, con decisione del 27 marzo 2015, ha rigettato il ricorso di Endesa Chile e in aggiunta ha ordinato che la SMA modifichi la sanzione tenendo in considerazione che Endesa ha commesso l’infrazione con intenzionalità.

Avverso quest’ultima decisione Endesa Chile ha proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione, che è stato rigettato con decisione del 5 gennaio 2016.

In merito alle relazioni con le comunità l’obiettivo principale di Endesa Chile è, in linea con un nuovo approccio ai temi sociali, garantire l’avanzamento e la Sostenibilità del piano definito con la comunità di Coronel, che sottolinea un approccio territoriale e di lungo termine, oltre che promuovere iniziative definite con la partecipazione di diversi attori sociali. A riprova dell’impegno, nel 2015 sono proseguiti i dialoghi e gli accordi con i Comuni di El Mirador, La Colonia e Cerro Obligado, coinvolgendo anche i principali esponenti del settore pubblico a livello nazionale e locale.

In tale contesto, anche il Piano di ricollocamento delle famiglie vicine alla centrale è proseguito. Nel periodo 2008-2015 sono state ricollocate 720 famiglie, molte delle quali non avevano titoli di proprietà. Il piano è stato realizzato con la partecipazione di Comité de Viviendas, la Municipalidad de Coronel e il Servicio de Vivienda y Urbanización (Serviu) de la Región del Bío Bío e finanziato da Endesa Chile e il Serviu.

Endesa Chile ha facilitato l’acquisto dei terreni e delle abitazioni, completato con il supporto per il trasferimento della proprietà e registrazione del titolo. A valle di tale attività solamente 4 famiglie rimangono nella zona della centrale.

Le principali attività per il miglioramento delle condizioni socio-economiche delle comunità nel 2015 hanno riguardato principalmente i seguenti programmi:

  • Energia per la tua istruzione (Energía para tu emprendimiento)

Risponde alla necessità di promuovere iniziative per le persone che realizzano attività commerciali o produttive e che sono stabilmente residenti nella comunità di Coronel. Il fondo destinato permette di finanziare 60 iniziative che possono contare sul sostegno e sulla consulenza di esperti in questo tipo di programma. L’importo annuo destinato è pari a 300 milioni di pesos cileni (circa 410mila euro).

  • Fondo per la creazione di valore condiviso

Si tratta di un programma del valore di 180 milioni di pesos cileni all’anno (circa 250mila euro) per tutta la vita utile della Centrale di Bocamina II (circa 30 anni). Le risorse vengono destinate alla Corporación Municipal de Desarrollo de Coronel, concentrandosi su iniziative di efficienza energetica, istruzione e sviluppo sociale ed economico.

Responsabilità sociale e comunitaria

Nell’ambito del Piano Sociale di Coronel, nel 2015 è stata inaugurata la nuova scuola materna e l’asilo nido Rayun (zona di La Peña) destinati a più di 100 bambini e bambine. In questa stessa linea di promozione educativa, è stata realizzata l’edizione della Coppa Endesa Chile-Coronel di scuola calcio, che fa parte del programma di Energia per l’istruzione. Hanno partecipato oltre 300 studenti provenienti da 19 istituti scolastici in un’attività che mira a coniugare la formazione con i valori positivi associati allo sport e al divertimento.

Colombia – El QuimboColombia – El Quimbo

El Quimbo è la più imponente opera di ingegneria realizzata dal Gruppo Enel negli ultimi anni e uno dei maggiori investimenti idroelettrici realizzati in Sud America. Con una potenza installata di 400 MW la centrale è situata nella regione del Huila, a circa 350 km a sud-ovest di Bogotá. L’impianto, alimentato dal Río Magdalena, il maggior fiume del Paese, attraversa 6 municipi (Gigante, Garzón, Altamira, El Agrado, Paicol e Tesalia). Un investimento complessivo di circa 1,2 miliardi di dollari statunitensi, che ha permesso di realizzare un importante piano di interventi a favore delle popolazioni locali, compresa la costruzione di nuove unità abitative, la realizzazione di nuovi ponti, tra cui il più grande viadotto del Paese, nonché iniziative a tutela della biodiversità nella zona, come il ripristino di oltre 11mila ettari di vegetazione tropicale sulla riva sinistra dell’invaso e la realizzazione di centri di soccorso veterinario.

Avanzamento delle opere di costruzione

Avanzamento delle opere di costruzione

A giugno 2015 sono state avviate le attività di riempimento del bacino dopo il completamento delle principali opere civili, che hanno consentito la messa in esercizio della prima delle due unità della centrale. Con il successivo avvio della seconda unità la centrale può produrre circa 2,2 TWh all’anno, tali da garantire la copertura di circa il 4% della domanda elettrica del Paese. Inoltre, l’entrata in esercizio dell’impianto ha contribuito a ridurre l’impatto della crisi della fornitura di energia elettrica del Paese dovuta al fenomeno di El Niño che ha provocato condizioni di siccità.

Fin dall’inizio del progetto, Emgesa, società di generazione del Gruppo in Colombia, ha manifestato la piena disponibilità al dialogo con i portatori di interesse regionali e nazionali e ha sviluppato uno specifico piano di gestione socio-ambientale. In maniera condivisa e partecipativa, sono state definite specifiche iniziative per le famiglie residenti o proprietarie nell’area di influenza del progetto, nonché per coloro che lavorano o hanno attività commerciali e di servizi in tale area. Il programma si è rivolto anche a coloro i quali svolgevano localmente attività economiche non formali. Le famiglie censite e in possesso dei requisiti previsti possono decidere tra il ricollocamento (collettivo/individuale) o la vendita dei propri terreni in relazione a ciò che gli permetta di migliorare la propria qualità della vita.

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Gestione sociale e culturale

150 famiglie hanno optato per la ricollocazione: 112 di queste hanno scelto i 4 insediamenti collettivi, con nuove abitazioni di 100 m2 dotate dei servizi essenziali e inserite in un contesto urbanistico con 3 scuole, 3 chiese, impianti sportivi multifunzionali, 1 campo di calcio, 4 zone verdi, 4 centri di raccolta per il riciclo e 5 impianti di trattamento delle acque reflue.

38 famiglie hanno scelto la ricollocazione individuale: 11 famiglie hanno ricevuto un terreno di cinque ettari per svolgere un progetto produttivo e un relativo piano di accompagnamento tecnico, le altre 27 famiglie hanno avuto un’abitazione di 180 m2.

Dall’inizio della costruzione sono stati completati inoltre 231 acquisti di terra per le famiglie che non hanno optato per il ricollocamento.

Nel 2015 sono state organizzate numerose attività volte alla promozione della tradizione e della cultura, tra cui specifici eventi negli insediamenti collettivi (“El baúl de mis abuelos” e “Festival por mis Ancestros”) e una mostra campestre “Los frutos de mi tierra”. Sono state anche realizzate 36 sessioni di gruppo al fine di promuovere una migliore qualità della vita. 6 donne in situazioni di vulnerabilità sono state inserite in un programma per definire un piano economico che attraverso azioni concrete permetta loro di superare tale condizione.

È stato inoltre effettuato uno studio per identificare l’indice delle condizioni di vita delle famiglie ricollocate, al fine di valutare l’efficacia delle infrastrutture e dei servizi previsti. I risultati dello studio hanno evidenziato che circa il 90% delle famiglie ricollocate risiede in abitazioni con elevato livello di accesso e qualità dei servizi pubblici.

Nell’ambito del “progetto di restituzione dell’impiego”, è stata definita un specifica strategia, “Empreendedores con Energía”, che consiste nel fornire un capitale iniziale e dei corsi di formazione a circa 2mila persone che svolgevano la propria attività nell’area di influenza del progetto (non residenti o residenti non proprietari). Sono stati realizzati 60 corsi di formazione dal SENA (Servicio Nacional de Aprendizaje), di cui hanno beneficiato più di 1.850 persone.

(i dati riportati rappresentano il valore complessivo dall’inizio del progetto)

Gestione ambientale

Nel corso del 2015 sono stati definiti specifici programmi ambientali al fine di prevenire, gestire e monitorare gli impatti ambientali legati al progetto. Oltre al ripristino di oltre 11mila ettari di vegetazione tropicale sulla riva sinistra dell’invaso e la realizzazione di centri di soccorso veterinario, sono state identificate 20 nuove specie, classificate secondo la Lista Rossa dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN). In particolare sono stati definiti:

  1. Piano di gestione della fauna selvatica, che ha permesso di soccorrere e salvare 30.635 animali;
  2. Programma di gestione delle risorse ittiche e della pesca;
  3. Programma di salvataggio dei pesci;
  4. Piano di ristrutturazione ecologica;
  5. Piano di gestione della copertura della flora e degli habitat terrestri.

Emgesa, società colombiana del Gruppo, ha definito specifici canali di comunicazione per informare e rispondere a tutte le domande della comunità in merito al progetto. Sono stati effettuati incontri mensili con i gruppi di interesse nazionali e internazionali, incontri periodici di monitoraggio con il governo di Huila, municipi, autorità ambientali, enti di controllo e rappresentanti della compagnia e sono state realizzate visite guidate al progetto (nel 2015, 40 visite con il coinvolgimento di circa 800 persone). Ulteriori informazioni sono disponibili nel Bilancio di Sostenibilità 2015 di Emgesa e nel sito dedicato al progetto.

Procedimenti legali

Nonostante questa intensa attività di relazione e coinvolgimento delle comunità, sono pendenti alcuni procedimenti legali (“acciones de grupo” e “acciones populares”) avviati da abitanti/pescatori della zona. In particolare una prima “acción de grupo”, che si trova nella fase istruttoria, è stata avviata da circa 1.140 residenti del Municipio di Garzón che lamentano che la costruzione della centrale ridurrebbe di circa il 30% i ricavi delle loro attività. Un secondo procedimento è stato avviato, tra agosto 2011 e dicembre 2012, da abitanti e società/associazioni dei cinque Comuni del Huila per presunti danni in relazione alla chiusura di un ponte (Paso El Colegio). In relazione alle cosiddette acciones populares (class action), nel 2008 alcuni abitanti della zona hanno avviato un procedimento per richiedere, tra l’altro, la sospensione della licenza ambientale. Un’ulteriore acción popular è stata invece promossa da alcune società di pescatori in relazione al presunto impatto delle attività di riempimento del bacino del Quimbo sulla pesca nel bacino di Betania, a valle del Quimbo. Il Tribunale ha ordinato a febbraio 2015 la sospensione cautelare dell’attività di riempimento, finché non vengono soddisfatti alcuni specifici requisiti. La misura cautelare è stata successivamente modificata permettendo il riempimento del bacino. Tale riempimento è iniziato il 30 giugno 2015. Tuttavia, in data 3 luglio, la CAM (Autorità ambientale regionale) ha emesso un provvedimento (medida preventiva) che ordina di sospendere temporaneamente il riempimento del bacino stesso. Data l’impossibilità tecnica di sospendere la procedura di riempimento, in data 17 luglio 2015 è stato notificato a Emgesa un provvedimento di modifica della misura cautelare che ha inibito la produzione di energia fintanto che l’ANLA (Autorità ambientale nazionale) attesti che la società ha ritirato la biomassa e i rifiuti forestali dal bacino del Quimbo. A settembre 2015 l’ANLA ha emesso due report in cui in generale ha confermato che la società ha soddisfatto i requisiti e di conseguenza in data 21 settembre 2015 la società ha richiesto al tribunale la rimozione della misura cautelare. Nelle more, essendo stato dichiarato lo stato di emergenza energetica, il Ministero dell’Energia ha emesso un decreto che ha autorizzato Emgesa ad avviare la produzione di energia. Successivamente, in data 16 dicembre 2015 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità del decreto presidenziale e da tale data Emgesa ha dunque sospeso la produzione di energia elettrica. In data 24 dicembre 2015, il Ministerio de Minas y Energía e l’AUNAP (Autorità agricoltura e pesca) hanno presentato congiuntamente un’acción de tutela davanti al giudice penale, chiedendo l’autorizzazione alla generazione come misura cautelare. In data 8 gennaio 2016, il giudice penale ha deciso di accogliere la misura cautelare richiesta dal Ministero e dall’AUNAP, autorizzando in maniera provvisoria e con effetto immediato la generazione del Quimbo. La misura cautelare concessa dal giudice penale sarebbe restata vigente finché il giudice del Huila non si fosse pronunciato sulla questione, vale a dire la revoca o la conferma della misura cautelare precedentemente emessa dal Tribunale amministrativo locale. Con decisione del 22 febbraio 2016 il giudice del Huila si è pronunciato autorizzando provvisoriamente la generazione per un periodo di sei mesi. Il giudice ha richiesto a Emgesa la predisposizione di un progetto tecnico al fine di garantire il rispetto dei livelli di ossigeno e il rilascio di una garanzia di circa 20.000.000.000 di pesos colombiani (circa 5,5 milioni di euro al tasso di cambio del 22 febbraio 2016).