La climate strategy

G4-EC2 G4-DMA EN G4-EN15 G4-EN16 G4-EN17 G4-EN19 G4-EN20 G4-EN30

Enel riconosce la centralità della lotta ai cambiamenti climatici tra le proprie responsabilità di grande azienda del settore energetico ed è costantemente impegnata nel ridurre le emissioni di gas serra nelle attività di generazione di energia elettrica, aumentando al contempo la quota derivante da fonti rinnovabili.

Enel persegue l’obiettivo di diventare carbon neutral entro il 2050 con una strategia di progressiva decarbonizzazione che prevede la realizzazione di più di 9 GW di nuova capacità rinnovabile nel periodo 2015-2019 e una graduale dismissione degli impianti termoelettrici meno efficienti (in Italia è in corso la chiusura di 22 impianti per un totale di circa 13 GW). Quale tappa intermedia di avvicinamento a questo traguardo, ha fissato, con il nuovo piano industriale, un target di medio termine nel 2020 pari al 25% di riduzione delle emissioni di CO2 rispetto al 2007, migliorando il precedente target (-18%). Il target 2020 è stato riconosciuto come “science-based”, cioè in linea con i livelli di decarbonizzazione richiesti dalla scienza.

“Science-based target” è un’iniziativa di Carbon Disclosure Project (CDP), UN Global Compact (UN-GC), World Resources Institute (WRI) e WWF per stimolare le aziende a definire target di riduzione delle emissioni di gas serra coerenti con le richieste della scienza di contenere l’aumento di temperatura media globale a 2 °C entro fine secolo rispetto ai livelli pre-industriali.

Sectoral Decarbonization Approach

I target delle emissioni delle aziende sono valutati rispetto a una traiettoria di decarbonizzazione basata sugli scenari dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) e dell’International Panel on Climate Change istituito della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici. Gli scenari definiscono 14 traiettorie di decarbonizzazione da applicare ai principali settori dell’economia, tra cui la produzione di energia elettrica.

A seguito di un processo di revisione dei dati e della strategia di riduzione delle emissioni, il target Enel al 2020, relativo alle emissioni di CO2 Scope 1, è risultato al di sotto della traiettoria riservata alle aziende produttrici di energia elettrica e di conseguenza è stato approvato come “science-based”. Il target comprende le operazioni di dismissione di 13 GW di capacità installata da fonti fossili in Italia e rappresenta un obiettivo di medio termine rispetto all’obiettivo di lungo termine di operare in carbon neutrality al 2050.

A oggi Enel figura tra le sole 12 aziende mondiali ad aver avuto questo riconoscimento rispetto a un totale di 112 che hanno intrapreso il processo di verifica ma sono ancora in attesa di approvazione.

L’azione di contrasto al cambiamento climatico rappresenta anche uno dei quattro Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite su cui Enel si è impegnata, insieme a quello dell’accesso all’energia, dell’accesso all’educazione e del contributo allo sviluppo socio-economico delle comunità dei Paesi in cui opera.

Enel aderisce inoltre alle iniziative di “Caring for Climate” (adottando i Business Leadership Criteria on Carbon Pricing) e “Put a Price on Carbon Statement” (internalizzando un prezzo della CO2 nelle scelte di investimento), promosse rispettivamente dalle Nazioni Unite e dalla World Bank.

Le sfide e le opportunità del cambiamento climatico

G4-EN30

Produzione netta per fonte energetica primaria (%)

Produzione netta per fonte energetica primaria

Produzione elettrica netta per fonte 2015 (%)

Produzione elettrica netta per fonte 2015

Capacità elettrica netta per fonte 2015 (%)

Capacità elettrica netta per fonte 2015

Oggi il 45% della generazione Enel proviene da fonti a zero emissioni. La nuova capacità installata da fonte rinnovabile nel 2015 è stata di quasi 2 GW, prevalentemente relativa a tecnologia eolica (1,5 GW), negli Stati Uniti, in Messico, Brasile e Uruguay. Oggi Enel può quindi contare, in tutto il mondo, su impianti alimentati da fonti rinnovabili per circa 37.000 MW di potenza efficiente netta, che costituiscono il 41,3% della potenza complessiva del parco di generazione di energia elettrica del Gruppo. Questo parco impianti ha permesso di produrre complessivamente oltre 89 TWh da fonti rinnovabili nel corso del 2015, evitando l’immissione in atmosfera di circa 58 milioni di tonnellate di CO2. Il parco nucleare ha permesso di evitare ulteriori 34 milioni di tonnellate di CO2.

Rispetto al 1990, anno di riferimento base del Protocollo di Kyoto, le emissioni specifiche(10) di CO2 del Gruppo Enel sono diminuite del 34%. Le emissioni specifiche di CO2, pari a 409 g/kWheq, risultano lievemente in crescita rispetto al dato 2014 (+3,5%) a causa di una riduzione della produzione idroelettrica (-11%) dovuta a una minore disponibilità di acqua rispetto all’anno precedente, particolarmente favorevole, cui ha corrisposto una maggiore produzione degli impianti termoelettrici, soprattutto degli impianti a carbone e dei cicli combinati a gas. La produzione da altre fonti rinnovabili diverse dall’idroelettrico è aumentata di oltre il 13%, passando da 20,6 TWh a 23,3 TWh. Nonostante questi risultati, in gran parte riconducibili a variazioni interannuali, Enel ha aumentato il proprio target di riduzione delle emissioni specifiche di CO2 al 2020 (rispetto ai valori del 2007), passando dal -18% al -25%, prefiggendosi di produrre, per quella data, un’emissione specifica inferiore a 350 gCO2/kWheq.

SPECIFIC EMISSIONS PERFORMANCE AND TARGET OF REDUCTION

co2 neutral

Da alcuni anni Enel è anche attiva nel settore del mercato volontario delle riduzioni di emissione, diretto a soggetti (società, istituzioni, clienti finali ecc.) che intendono monitorare o neutralizzare la propria carbon footprint, ossia l’impatto in termini emissivi delle proprie attività (eventi, pubblicazioni, prodotti e servizi, sia interni sia esterni). Tutte le iniziative sono associate al marchio “CO2 Neutral” registrato da Enel nel 2011.

Rischi e opportunità

G4-DMA EN G4-EC2

Enel riconosce una serie di rischi legati al cambiamento climatico di natura regolatoria. L’incertezza del quadro politico aumenta il rischio legato all’instabilità regolatoria; in questo senso l’accordo di Parigi rappresenta un elemento di stabilità. Per quanto riguarda il rischio fisico, l’aumento della periodicità di fenomeni meteorologici estremi come alluvioni alternate a lunghi periodi di siccità si traduce in un potenziale impatto sulle linee di distribuzione e sull’operatività degli impianti. Il Gruppo è consapevole del rischio fisico associato ai cambiamenti climatici e ha avviato alcune valutazioni per stabilire l’impatto degli eventi meteorologici estremi sul livello e sulla qualità del servizio di generazione, di distribuzione e di fornitura dell’energia elettrica, sia nel breve sia nel lungo periodo. Durante il 2015, Enel ha inserito nel proprio sistema di mappatura degli impatti ambientali (MAPEC) il monitoraggio degli eventi meteorologici estremi e la rilevazione del danno associato.

Sul piano europeo, per assicurare una piena gestione del rischio regolatorio, Enel ha ulteriormente rafforzato il proprio impegno per ristabilire l’efficacia dello schema ETS, proponendo l’introduzione di una Riserva di Stabilità di Mercato.

Sul piano internazionale, invece, in occasione della COP21 di Parigi, Enel ha sostenuto un accordo sul clima capace di rafforzare i driver economici per una decarbonizzazione a livello globale attraverso meccanismi di finanziamento e il ruolo dei mercati, contribuendo a promuovere un’azione congiunta da parte del settore privato.

Tra le principali opportunità:

  • decarbonizzazione del parco di generazione attraverso massicci investimenti nelle fonti rinnovabili;
  • sviluppo dei nuovi prodotti e servizi di efficienza energetica;
  • promozione del vettore elettrico nei settori del trasporto e del residenziale.

Il forte impegno di Enel per la riduzione delle emissioni, testimoniato dai risultati ottenuti dai principali indicatori e indici di Sostenibilità (come il Carbon Disclosure Project e il RobecoSAM), contribuisce ad attrarre un numero crescente di investitori etici, rafforzando ulteriormente la credibilità della strategia low-carbon del Gruppo.

Enel al COP21

Nel quadro della COP21, Enel si è fatta promotrice di numerose iniziative a sostegno del raggiungimento dell’Accordo sul clima contribuendo a coinvolgere e mobilitare il settore privato e le associazioni di categoria nel dibattito. La costante presenza del top management, all’interno dei numerosi tavoli di lavoro, ha testimoniato il pieno coinvolgimento del Gruppo e rafforzato la credibilità dei messaggi. Enel, in continuità con il proprio impegno sul fronte low-carbon, ha sostenuto un Accordo su obiettivi comuni di lungo periodo capaci di dare certezza e stabilità agli investimenti e l’introduzione di strumenti volti a promuovere una crescente mobilitazione delle risorse private attraverso meccanismi di finanziamento e strumenti di mercato. L’Accordo raggiunto a Parigi rappresenta un indubbio successo diplomatico e prospetta uno scenario ambizioso di contenimento delle emissioni clima-alteranti nel medio e lungo termine, sostenuto da un regime di governance ragionevolmente solido e credibile. Nonostante gli obiettivi di riduzione non siano ancora in linea con l’obiettivo dei 2 °C, la credibilità dell’impegno poggia su un nuovo modello di governance volto a supervisionare l’operato degli Stati e a promuovere un’ambizione crescente degli impegni di riduzione mediante periodici monitoraggi delle emissioni e la pubblicazione dei risultati ottenuti. Gli obiettivi comunicati dalle parti verranno rivisti ogni 5 anni per riflettere la “più alta ambizione possibile” e saranno sottoposti a una revisione tecnica per garantire la trasparenza e l’integrità ambientale delle politiche messe in atto. Sul lato della flessibilità, l’Accordo introduce due strumenti addizionali per il raggiungimento degli obiettivi nazionali, che contribuiranno ad aumentare l’ambizione dell’azione complessiva e permetteranno un pieno coinvolgimento del settore privato negli investimenti low-carbon. Sul lato della mobilitazione delle risorse finanziarie, Parigi ha riaffermato l’impegno dei Paesi più ricchi a mobilitare 100 miliardi di dollari all’anno verso i Paesi in via di sviluppo.

L’esito dell’accordo ha confermato la visione strategica del Gruppo Enel e gli obiettivi di carbon neutrality, che Enel si era già prefissata nel 2009 con l’impegno di raggiungere la piena neutralità entro il 2050. A Parigi sono stati fatti passi importanti nella giusta direzione. L’accordo sul clima fornisce il necessario framework legale, ma l’esito dell’accordo sarà comunque in ultima istanza responsabilità dei singoli Stati con l’impegno di tener fede agli impegni assunti e creare le condizioni per un pieno coinvolgimento del business e della società civile per costruire le basi per un nuovo modello di sviluppo sostenibile.

Powering Innovation

Enel, insieme alle altre 10 grandi aziende elettriche internazionali che partecipano alla Global Sustainable Electricity Partnership (GSEP), ha presentato il rapporto Powering Innovation for a Sustainable Future, che approfondisce l’evoluzione del settore energetico di Stati Uniti, Cina, Giappone, Brasile e India, nelle sue diverse tecnologie.

Emissioni di gas serra

G4-DMA EN G4-EN15 G4-EN16 G4-EN17 G4-EN19 G4-EN20

L’utilizzo dei combustibili fossili per la produzione di energia rappresenta un quarto delle emissioni globali di gas serra. Le attività industriali di Enel contribuiscono all’emissione di anidride carbonica (CO2), esafluoruro di zolfo (SF6) e metano (CH4).

Nel 2015 le emissioni dirette di CO2 equivalente (Scope 1), pari a 119,5 milioni di tonnellate, sono aumentate del 3,5% rispetto al 2014, un risultato atteso a causa della contrazione della produzione idroelettrica che è stata temporaneamente compensata dalla produzione termoelettrica.

L’SF6 è usato nelle apparecchiature elettriche di alta e media tensione per le proprietà isolanti e di estinzione degli archi elettrici ed è insostituibile in queste applicazioni. Le quantità emesse in atmosfera nel 2015 ammontano a 6.378 kg pari a 150mila tonnellate di CO2 equivalente (23.500 - Global Warming Potential - GWP). In termini percentuali, l’SF6 contribuisce per lo 0,13% delle emissioni di gas serra del Gruppo, un quantitativo estremamente limitato.

Emissioni specifiche di CO2 della produzione netta complessiva (g/kWh)

Emissioni specifiche

Totale emissioni dirette - Scope 1 (mil teq)

Totale emissioni dirette

Per quanto riguarda il metano (CH4), Enel riporta le emissioni fuggitive dovute all’attività di estrazione del carbone nelle miniere di sua proprietà. A seguito di alcune operazioni di cessione delle miniere, nel 2015 le emissioni sono state pari a 3.065 tonnellate di CO2 equivalente contro un valore dell’anno precedente di 20.325 (28 - Global Warming Potential - GWP).

Enel rileva l’emissione delle sostanze lesive per l’ozono secondo il Protocollo di Montreal, comprendenti clorofluorocarburi (CFC), idroclorofluorocarburi (HCFC), halon e metilbromuro.

Le emissioni di tali sostanze corrispondono a 24.892 tCO2e(11).

Le emissioni Scope 2 (0,65 milioni di teq) riguardano le emissioni indirette derivanti dalla generazione dell’elettricità acquistata e consumata dall’azienda. Nello Scope 2 sono incluse le emissioni di CO2 associate ai consumi di energia elettrica acquistata in rete per usi civili e per il pompaggio negli impianti idroelettrici, in quanto, non essendo possibile accertarne esattamente il produttore, non possono essere classificate diversamente. Nella seconda parte del 2015 sono stati firmati contratti di fornitura, per le sedi e gli impianti italiani, di sola energia da fonti rinnovabili che saranno attivi dal 2016. Nel 2015 le emissioni Scope 2 sono aumentate di circa il 3%.

Le emissioni Scope 3 sono generate come conseguenza delle attività dell’azienda e non derivano da fonti controllate né possedute dall’azienda stessa. Questo valore riguarda le emissioni fuggitive di metano delle miniere a carbone non di proprietà e quelle generate dal trasporto dei combustibili e dei rifiuti. Nel 2015 si riscontra un valore pari a circa 8,14 milioni di teq, in aumento di circa il 7% rispetto al 2014 per l’aumento dell’attività termoelettrica e di conseguenza del volume dei combustibili.

(10) Emissioni specifiche totali termoelettriche della produzione semplice e cogenerativa: rappresentano le quantità di SO2, NOx, polveri e CO2 emesse in atmosfera per ogni kWh netto di energia elettrica e calore prodotti dal Gruppo da tutte le tecnologie disponibili (nucleare, termoelettriche e rinnovabili).

(11) Il valore ottenuto si calcola attraverso la conversione delle tonnellate di ciascun singolo gas rilevato (CFC, HCFC, halon, bromuro di metile, R22 e freon) applicando il valore di Global Warming Potential medio di riferimento delle famiglie di gas.