Gestione responsabile della risorsa idrica

G4-DMA EN G4-EN8 G4-EN9 G4-EN10 G4-EN22 G4-EN26

La gestione integrata delle risorse idriche si fonda sulle seguenti principali linee di azione:

  • utilizzo efficiente delle risorse idriche e salvaguardia della qualità dell’acqua all’interno dei processi industriali;
  • trattamento dei reflui e loro minimizzazione anche attraverso il controllo delle perdite;
  • gestione dei rilasci dagli impianti idroelettrici mediante programmi specifici per assicurare i volumi necessari a preservare lo stato ecologico dei fiumi (deflussi minimi vitali);
  • gestione integrata dei bacini idrogeologici allo scopo di preservare gli usi multipli del territorio e la qualità delle acque.

Volumi di acqua consumata per processo produttivo (mil m3)

Volumi di acqua consumata per processo produttivo

Il Gruppo Enel preleva acqua da fonti idriche principalmente per scopi industriali, come il raffreddamento, la desolforazione, l’abbattimento degli ossidi di azoto ecc. e la impiega in massima parte nella produzione termoelettrica e nucleare.

Nel 2015 il prelievo complessivo di acqua è stato pari a circa 175 milioni di m3, con una riduzione del 6% rispetto al 2014 (186 Mm3), prevalentemente grazie all’entrata in funzione di nuovi sistemi di estrazione a secco delle ceneri presso la Centrale di Reftinskaya.

Volumi acqua consumata per fonte (%)

Volumi acqua consumata per fonte

Il consumo specifico del 2015 è stato pari a 0,60 l/kWh consentendo a Enel di raggiungere il target di riduzione del 10% al 2020 rispetto al dato del 2010, con cinque anni di anticipo.

Consumo specifico netto di acqua industriale complessiva di energia e calore (l/kWh)

Consumo specifico netto di acqua industriale complessiva di energia e calore

Obiettivi al 2020

Enel, rispetto ai dati consuntivati nel 2010, si è posta il raggiungimento del nuovo obiettivo di riduzione del 30% del consumo specifico di acqua entro il 2020 (precedente target -10%).

Acqua valore

Inoltre, nel 2015 soltanto il 6% del totale della produzione del Gruppo ha utilizzato e/o consumato acqua dolce in zone water stressed.

I fabbisogni complessivi di acqua vengono coperti attraverso il prelievo da fonti cosiddette scarse (acque dolci di superficie, acque sotterranee e da acquedotto) oppure non scarse, come l’acqua di mare e i reflui derivanti dai processi produttivi del Gruppo.

Nel 2015 i prelievi da fonti scarse sono stati pari a circa 158 milioni di m3, in calo rispetto al 2014 del 6%, essenzialmente a carico di acque di fiume e meteoriche (92%). La quota di utilizzo dei reflui derivanti dai processi produttivi è lievemente aumentata, attestandosi al 3,9% dei prelievi totali nel 2015.

Altre esigenze, come il raffreddamento a ciclo aperto, vengono coperte senza un vero e proprio consumo, attraverso acqua di mare o di fiume che viene prelevata e poi restituita al corpo d’acqua d’origine nella medesima quantità, con caratteristiche chimiche inalterate e variazioni minime in termini di temperatura (sempre entro i limiti fissati dalle normative nei Paesi in cui Enel opera).

Il 99% dell’acqua utilizzata negli impianti Enel viene restituita. Questa percentuale risponde ai valori di acqua utilizzata nei cicli aperti laddove l’acqua viene utilizzata esclusivamente per il raffreddamento.

il 99% dell’acqua utilizzata negli impianti Enel viene restituita

La copertura del fabbisogno di acqua per uso industriale evidenzia in termini percentuali il contributo delle diverse fonti di acqua (acque interne, di mare, reflui). Il contributo percentuale complessivo delle acque interne (fiume, pozzo e acquedotti) si è mantenuto stabile rispetto al 2014.

Copertura del fabbisogno di acqua per uso industriale (%)

Copertura del fabbisogno di acqua per uso industriale

Enel è impegnata nella riduzione dei consumi di acqua nei processi produttivi, in particolare favorendo il più possibile sistemi di utilizzo multipli delle acque. Nelle centrali a carbone, per esempio, le acque di spurgo delle torri di raffreddamentoin circuito chiuso vengono riutilizzate nei desolforatori, mentre l’installazione di cristallizzatori a valle dei desolforatori consente il totale recupero dei reflui in uscita.

I punti focali della gestione delle risorse idriche di Enel sono: misurazione delle performance (per esempio, consumi specifici, carico inquinante delle acque reflue), definizione di politiche e di target specifici (obiettivo pubblico al 2020 sui consumi specifici di acqua a livello di Gruppo), approfondimenti e studi riguardanti le legislazioni europee e internazionali per delineare possibili scenari futuri.

 

La valutazione del “water risk”

Enel effettua un costante monitoraggio di tutti i siti di produzione che si trovano in zone a rischio di scarsità idrica al fine di gestire tale risorsa nella maniera più efficiente. In particolare il monitoraggio dei siti avviene attraverso i seguenti livelli di analisi:

  • mappatura dei siti di produzione ricadenti in aree con potenziali situazioni di “water scarcity”, in cui cioè il valore medio delle risorse idriche rinnovabili per persona risulta essere inferiore al riferimento fissato dalla FAO(12);
  • individuazione dei siti di produzione “critici”, ossia con approvvigionamento idrico da acque dolci;
  • gestione più efficiente attraverso eventuali modifiche di impianto o di processo tese anche a massimizzare l’approvvigionamento da reflui e da acqua di mare;
  • monitoraggio dei dati climatici e vegetativi di ciascun sito.

Oltre al rispetto delle prescrizioni dei differenti Piani di Tutela a livello regionale (per gli impianti situati nel territorio europeo), che impongono l’obbligo di rilascio dei deflussi minimi vitali, Enel ha parallelamente avviato in Italia, in Spagna e in America Latina sperimentazioni riguardanti il reale impatto sull’ecosistema di tali deflussi e, in alcuni casi specifici, studi volti all’approfondimento dell’effetto delle variazioni di portata giornaliere determinate dalle immissioni intermittenti delle acque turbinate a valle delle centrali.

Scarichi idrici

G4-DMA EN G4-EN22 G4-EN26

Le acque reflue comprendono i residui delle acque per uso industriale e le acque meteoriche raccolte dai piazzali interni delle centrali termoelettriche, potenzialmente inquinate da oli. Enel presta grande attenzione alla qualità dei propri scarichi in acqua, e investe costantemente per migliorare le caratteristiche degli impianti di trattamento degli effluenti.

In tutti i siti del Gruppo in cui si producono acque inquinate sono presenti impianti di trattamento specifici a seconda della tipologia di inquinamento presente. Le acque reflue, così trattate, vengono in parte scaricate in corpi idrici superficiali, in parte riutilizzate all’interno degli impianti stessi, contribuendo alla copertura dei fabbisogni idrici complessivi.

Nel 2015 il recupero delle acque reflue dopo il trattamento, in tutto il perimetro del Gruppo, è stato pari a circa 7 milioni di m3, che hanno consentito la copertura del 3,9% dei consumi totali, pari a 175 milioni di m3.

(12) Questa mappatura è effettuata attraverso l’uso del Global Water Tool del World Business Council for Sustainable Development.